SEZIONI COLLATERALI
Palato raffinato
Quattro pellicole a tema: la tavola della contestazione sarà quello della
prima edizione. Quattro film arrabbiati e voraci del panorama indipendente
europeo e americano. Classici del cinema quali: “Il
cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante” di
Peter Greenaway o “Il
minestrone” di Sergio Citti.
Sezione questa, per la selezione attuata, dedicata ai cinefili. Le
proiezioni avverranno in due diverse sale. Orario
previsto: le 17.
Dulcis in fundo - La visione del gusto... il
gusto della visione!
Rassegna di cinque lungometraggi che punta su rivisitazioni autorevoli: da “Pranzo
reale” di Malcom Mowbray ad
un Percy Adlon scatenato (“Rosalie
va a fare la spesa”). Film cult su cibo e dintorni, selezionati
in base a criteri di qualità, di originalità formale e di contenuto, che
rappresentano istanze innovative nella produzione cinematografica destinata al
grande pubblico. Le proiezioni, previste alle
21.30, seguiranno il film in competizione.
Focus on food
Questa sezione propone materiali in pellicola e in video, di
informazione, denuncia, ricerca e sperimentazione, accomunati dal forte
impatto sociale, dalle tematiche e dai problemi connessi al gusto, all'ambiente
e al territorio, come “Our daily bread”
di King Vidor, (Usa 1934) o “Las
hurdes/Tierra sin pan” di Luis Buñuel
o lo splendido “The silent enemy”,
girato nell’Ontario settentrionale e durato due anni di lavorazione, proposti da
Alba Gandolfo, che ha collaborato alle
sezione retrospettiva, e forniti da una delle cineteche storiche, la
D.W. Griffith. La rassegna risulterà di
particolare interesse ad un pubblico che voglia riflettere. Le 7 proiezioni
avverranno tutte a Monforte. Gli orari saranno due:
le 9 e le 15.
Fuori sezione, Assaggini all’italiana!
Un viaggio-montaggio realizzato da Mario Sesti
in veste di produttore, nel cinema italiano... che mangia. Un panorama a largo
raggio delle sequenze che hanno fatto la storia del gusto cinematografico
nostrano. Dall'eterna fame della commedia all'italiana alle affilate metafore
alimentari del cinema d'autore, dagli spaghetti di Totò
(“Miseria e nobiltà”) a quelli di
Sordi (“Un
americano a Roma”), dalla fame primordiale degli eroi di
Pasolini alla ghiottoneria infantile di quelli
di Verdone, dalle cene grottesche di
Germi a quelle metafisiche di
Olmi, dalle abbuffate del boom economico a
quelle dell'Italia televisiva degli spot di “Ginger
e Fred”: dai manicaretti di Fouchon
(“La grande abbuffata”) a quelli
trasteverini della “Cena” di
Scola. In “Assaggini
all'italiana”, è di scena il cibo come ossessione secolare,
linguaggio di straordinaria eccellenza e materia prima espressiva del grande
schermo: basta aprire un menu qualsiasi del nostro cinema per accorgersi di
quanto questa filosofia gli appartenga.
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